Consulenza Patrimoniale Obiettiva: convenienza, preventivo, rendimento

LA CONSULENZA PATRIMONIALE

La consulenza patrimoniale oggettiva costituisce un ambito professionale specializzato, che risulta del tutto conveniente per quei clienti che necessitano di una consulenza di ampio respiro che, partendo dal reale ed attuale contesto familiare, patrimoniale e professionale, giunga ad offrire tutti gli strumenti idonei a gestire, tutelare e ottimizzare i patrimonio iniziale.

Tale convenienza , da perseguirsi all’interno di una metodologia operativa e funzionale, si realizza tramite l’individuazione di precisi obiettivi, che andremo a enunciare nel paragrafo successivo

LA CONVENIENZA

Gli obbiettivi principali da perseguire sono:

– l’enucleazione dei bisogni reali del cliente, da rapportarsi soprattutto allo sviluppo e alla tutela del patrimonio, nonché alla sua eventuale trasmissione;
– la determinazione di un esauriente check-up che valuti in dettaglio lo stato patrimoniale all’interno del contesto familiare/aziendale del cliente;
– la proposta di un insieme di servizi e di prodotti e di un mix di strumenti di varia natura, vale a dire finanziari, assicurativi, giuridici, fiscali, che risultino i più adeguati alle diverse fasi ed esigenze del ciclo di vita del cliente;
– la conformità alle diverse discipline vigenti in tema di gestione, tutela e trasmissione del patrimonio, familiare e aziendale;
– la progressiva costruzione di una partnership fiduciaria con il cliente, che possa rivelarsi sempre più efficace e duratura, e che nel contempo rafforzi la capacità del cliente stesso di individuare proattivamente problemi e soluzioni.

PREVENTIVO E COSTI

Preventivo e costi della consulenza patrimoniale dipenderanno essenzialmente da cinque fattori

1) consistenza del patrimonio che si intende proteggere / sviluppare
2) complessità degli investimenti che si intende effettuare (aprire un TRUSTEE FUND alle Cayman sarà più costoso di acquistare un immobile sotto casa)
3) Prestigio della società di consulenza e numero di consulenti dedicati
4) Principale metodo di remunerazione dei consulenti (parte fissa e parte variabile a seconda degli obbiettivi conseguiti)
5) Profitti registrati in caso il contratto preveda (quasi sempre) provvigioni sui guadagni

FATTORI PRIMARI CHE INFLUENZANO IL RENDIMENTO

Molti si chiedono quanto potrà rendere un servizio consulenziale; ovviamente dipenderà da molte variabili che tenteremo di analizzare, in ogni caso la risposta più sensata è che dipenderà innanzitutto dall’entità del patrimonio.
Cash is king, è il motto principe degli investitori di successo. In questo caso il nostro cash è il nostro patrimonio. Il nostro capitale influenzerà in modo decisivo tanto la tipologia quanto l’entità degli investimenti.

Con un patrimonio cospicuo sarà inoltre possibile differenziare in modo più ampio, limitando considerevolmente il rischio. Diffidare da chi, partendo da un capitale non ingente promette rendimenti (in valore assoluto) esorbitanti è una delle prime regole da applicare. Oltre all’entità del patrimonio il consulente dovrà considerare anche la nostra propensione al rischio.

E’ chiaro che ottenere alti rendimenti in un breve lasso di tempo richieda rischi elevati: ricordatevi che “la prima regola è non perdere, e la seconda è non dimenticarsi della prima”, come dice saggiamente l’Oracolo Warren Buffett.

Questo ci riporta ad un altro aspetto fondamentale: l’investimento nel lungo periodo o nel breve periodo. L’arco temporale dipenderà tanto dalla tipologia di investimento quanto dalla propensione del consulente, ma soprattutto dalla volontà del detentore del patrimonio. La cosa più sensata sarebbe investire una percentuale non superiore ad un quinto (20%) nel breve periodo, e la restante parte per un periodo non inferiore ai 5 anni.

Volatilità del mercato azionario, rischi insiti nel mercato obbligazionario in continuo aumento nelle ultime decadi, elevati debiti pubblici degli Stati nazionali e relativi rischi default, una “seconda globalizzazione” in arrivo imminente, evoluzione degli scenari macroeconomici e prezzo delle materie prime sono tutti scenari che vanno minuziosamente analizzati, e si rivelano spesso di ben difficile previsione in lassi temporali bevi.

Altra considerazione importante è se si desidera ottenere un rendimento investendo nel mercato immobiliare, nel mercato mobiliare o in entrambi. Alcuni recenti studi sui nuovi ricchi negli Stati uniti hanno evidenziato come quasi tutti i nuovi ricchi in America abbiano investito in borsa; in Europa la situazione è leggermente diversa.

Certamente gli investimenti borsistici possono dare, se fatti sensatamente, un’accelerazione che difficilmente gli investimenti immobiliari possono imitare, specialmente se vengono effettuati in mercati già maturi. E’ giusto anche rammentare che nel Vecchio Continente, ed in particolar modo in Italia (il secondo paese più patrimonializzato dell’OSCE dopo l’Australia!), la ricchezza delle famiglie è ancora nettamente incentrata sulla proprietà immobiliare, e la tradizione di investire in beni immobiliari ancora fortemente radicata.

Importante per il rendimento considerare anche il prezzo dei metalli preziosi, classici beni rifugio e da sempre oggetto di investimenti e speculazioni. Per esempio chi ha inteso proteggere il patrimonio investendo in beni rifugio in tempi di crisi, ha ottenuto risultati soddisfacenti, in alcuni casi eccezionali: negli ultimi 16 anni il valore dell’oro si è apprezzato del 354%

Un rendimento accettabile potrebbe risultare un guadagno superiore ai titoli di stato di paesi ad alto rating (per la verità non difficile da superare al giorno d’oggi!); un guadagno discreto è intorno al 4-5% annuo; dal 6% in avanti parliamo di rendimenti elevati o molto elevati, basti pensare che con un incremento pari all’8% il patrimonio verrebbe raddoppiato in soli 10 anni.

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